Nord Sud Ovest Est – Il peso di crescere

La terza puntata di Nord Sud Ovest Est racconta il peso della maturità e i primi segnali di rottura tra Max Pezzali e Mauro Repetto. Tra nuove sfide musicali, ricerca della propria identità e tensioni durante la notte di Capodanno, gli 883 si trovano davanti a una domanda: cosa significa davvero crescere?

Le pagelle di Granelli | Seconda stagione sugli 883 – Episodio 3

🎬Regia 8,5
📝Sceneggiatura 9
📷Fotografia 8,5
🎭Interpretazioni 8,5
📖 Storia nel complesso 8,5

Ma cosa significa essere davvero maturi? Cosa ci rende tali, soprattutto quando siamo ancora così giovani? È forse una questione di età, di esperienze vissute oppure di responsabilità che, a un certo punto, siamo chiamati ad assumerci?

La terza puntata di Nord Sud Ovest Est sembra partire proprio da questa riflessione, portando avanti un percorso narrativo che, fin dai primi episodi, ha cominciato a interrogarsi sull’amicizia, sull’identità e, adesso, sulla maturità.

Se nelle prime due puntate erano stati seminati i primi segnali del disagio di Mauro Repetto (Matteo Oscar Giuggioli), in questa terza iniziamo a comprenderne meglio le sfumature. Il successo degli 883 non basta più. L’album precedente ha venduto, ma adesso bisogna fare un passo avanti, superare quel quarto posto in classifica e soprattutto produrre canzoni più mature, capaci di dimostrare una crescita artistica.

Ma cosa significa scrivere una canzone matura? È una questione di parole, di melodie oppure della capacità di raccontare qualcosa che riesca davvero a emozionare chi ascolta?

Da una parte troviamo Max Pezzali (Elia Nuzzolo), ancora legato al pensiero di Michela e alle emozioni che continuano ad accompagnarlo. Dall’altra Mauro, sempre più intenzionato a comprendere non soltanto quale sia il suo ruolo all’interno del gruppo, ma anche cosa significhi creare quelle canzoni capaci di far venire la pelle d’oca fin dal primo ascolto.

Mauro è sempre stato la spalla di Max, quella presenza capace di esserci in qualsiasi situazione, di accompagnarlo, sostenerlo e condividere con lui ogni momento del loro percorso. Adesso comincia a chiedersi chi sia davvero. Chi è Mauro, al di là degli 883? Qual è il suo ruolo? E soprattutto, cosa desidera fare? Sono domande che sembrano accompagnarlo silenziosamente fin dalle prime puntate e che, in questa terza, iniziano a trovare una voce.

Il momento più significativo arriva durante la notte di Capodanno, quando Max e Mauro dovrebbero raggiungere una festa organizzata per gli 883, durante la quale è previsto l’annuncio del nuovo album. Una serie di imprevisti, tra amici e strade sbagliate, finisce però per allontanarli sempre di più dalla destinazione.

È durante questo viaggio che emerge quanto i pensieri dei due ragazzi siano ormai differenti. Mauro non riesce più a trattenere ciò che prova e finisce per sfogarsi con Max. La sua rabbia non sembra nascere soltanto dalle domande che continua a porsi, ma soprattutto dalla sensazione che Max non si accorga del suo disagio. Mauro è sempre stato presente per l’amico, ma adesso vorrebbe che quella stessa attenzione fosse rivolta anche a lui. È come se, dopo aver condiviso tutto, cominciasse a rendersi conto che non sempre essere insieme significa riuscire a comprendersi.

Trovo particolarmente interessante il modo in cui la sceneggiatura ha costruito questo momento. Lo sfogo di Mauro non arriva improvvisamente, ma rappresenta il risultato di un malessere che si è sviluppato gradualmente. Nelle prime due puntate avevamo già iniziato a cogliere i suoi dubbi, le sue insicurezze e il bisogno di trovare una propria identità. Adesso tutto questo emerge con maggiore forza, trasformando una situazione apparentemente ordinaria in un momento decisivo per il rapporto tra i protagonisti.

Anche la scelta di ambientare questa prima frattura durante un viaggio verso una festa assume, a mio avviso, un significato particolare. Tutti sono in attesa che gli 883 raggiungano un nuovo traguardo, Max e Mauro sembrano incapaci di raggiungere persino il luogo in cui quel traguardo dovrebbe essere annunciato. Continuano a muoversi insieme, ma sembrano sempre più lontani l’uno dall’altro. Verso la fine della puntata, è proprio il racconto di Max a suggerire quanto quella notte abbia rappresentato uno dei primi momenti destinati a segnare il futuro degli 883 e il loro successivo scioglimento.

Nonostante ciò, non credo che si possa parlare semplicemente di un’amicizia che comincia a finire. Forse stiamo assistendo a due ragazzi che stanno crescendo, ma che non riescono più a farlo nello stesso modo.

Anche le interpretazioni di Elia Nuzzolo e Matteo Oscar Giuggioli continuano a essere particolarmente convincenti. La loro sintonia, già evidente nelle puntate precedenti, permette di percepire ancora di più il peso di questa distanza. Nuzzolo restituisce un Max che sembra spesso immerso nei propri pensieri, ancora legato a Michela e alle emozioni che fatica a lasciarsi alle spalle. Giuggioli, invece, porta in scena un Mauro che, dietro la sua consueta vivacità, comincia a mostrare un’inquietudine sempre più evidente.

È interessante osservare come i due attori riescano a raccontare questa trasformazione senza perdere la complicità che ha caratterizzato i loro personaggi fin dall’inizio. Max e Mauro continuano a essere quei due ragazzi che abbiamo imparato a conoscere, ma qualcosa nel loro rapporto sta cambiando. Se Max sembra non accorgersi fino in fondo del disagio dell’amico, Mauro inizia a sentire il peso di essere sempre la sua spalla, senza riuscire a comprendere quale spazio possa ritagliarsi per sé.

È qui che emerge la bravura dei due interpreti. Non solo nei momenti di leggerezza, nei quali dimostrano ancora una volta un’ottima intesa e tempi comici particolarmente riusciti, ma soprattutto nelle scene in cui quella stessa complicità sembra incrinarsi. Gli sguardi, le pause e il modo in cui i due personaggi reagiscono l’uno alle parole dell’altro contribuiscono a rendere credibile una distanza che, fino a poco tempo prima, sembrava quasi impossibile immaginare.

La forza delle loro interpretazioni sta anche nel riuscire a farci comprendere entrambi i punti di vista, senza trasformare necessariamente uno dei due nel responsabile di ciò che sta accadendo. Perché Max e Mauro non stanno soltanto affrontando una crisi artistica, ma stanno cercando di capire chi vogliono diventare, individualmente e insieme.

La regia accompagna con naturalezza questa evoluzione, mentre la fotografia continua a restituire le atmosfere degli anni in cui gli 883 stavano costruendo il proprio successo. Anche in questa puntata, il racconto riesce ad alternare momenti di leggerezza ad altri più intensi, mantenendo quel ritmo che ha caratterizzato la serie fin dall’inizio.

In fondo, la maturità non è qualcosa che arriva improvvisamente, né un traguardo che si raggiunge semplicemente crescendo. A volte significa imparare a riconoscere i propri bisogni, altre volte accettare che le persone accanto a noi possano desiderare qualcosa di diverso.

È proprio questo il peso più grande del crescere: rendersi conto che condividere lo stesso sogno non significa necessariamente continuare a percorrere la stessa strada.

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Antonella Bonni

Mi chiamo Antonella Bonni e sono una sceneggiatrice. La mia passione per le storie nasce da bambina, tra le fiction Rai e i libri, che mi hanno accompagnata fino alla laurea in Lettere Moderne, con una tesi dedicata a Eduardo De Filippo e Luigi Pirandello. L'amore per il cinema mi ha poi condotta a Roma, dove ho conseguito una seconda laurea in Cinema & New Media alla DAM Academy, con una tesi in sceneggiatura dedicata al ruolo del beat e al ritmo della storia. Cinema, televisione, teatro, musical e musica continuano oggi ad alimentare il mio modo di scrivere e di guardare i personaggi: mi interessa capire cosa desiderano, cosa li muove e cosa si nasconde dietro le loro parole e i loro silenzi. Da bambina guardavo quelle storie senza sapere dove mi avrebbero portata. Oggi provo a scriverne di nuove, con la speranza che possano accompagnare qualcun altro proprio come quelle hanno accompagnato me.

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