Le pagelle di Granelli | Episodi 1 e 2
🎬 Regia: 8
✍🏻 Sceneggiatura: 8
📸 Fotografia: 8
🎭 Interpretazioni: 8,5
📖 Storia: 8
Torna su Rai 1 Libera, la serie diretta da Gianluca Mazzella, con Lunetta Savino e Matteo Martari. Una seconda stagione che riprende gli elementi narrativi che avevano caratterizzato la precedente, introducendo un nuovo caso giudiziario e lasciando maggiore spazio all’evoluzione personale dei protagonisti.

Al centro della vicenda troviamo Elena Palma, una giovane donna assassinata, per la cui morte viene accusato un rapper. Un caso di femminicidio che, almeno inizialmente, sembra avere un responsabile, ma che presenta alcune incongruenze. A complicare ulteriormente la situazione intervengono la morte del magistrato Aldo Ferrero (Roberto Citran) e l’arrivo di Cesare Scuderi (Gaetano Bruno), un personaggio che introduce nuovi interrogativi e una diversa linea investigativa.
Quello che continuo ad apprezzare di questa fiction è soprattutto la sua particolare costruzione narrativa. Siamo davanti a un giallo che si distingue da quelli più tradizionali perché la ricerca della verità non viene raccontata esclusivamente attraverso il punto di vista delle forze dell’ordine, ma anche attraverso quello di una giudice e di un uomo che, almeno apparentemente, non avrebbe alcun motivo per essere coinvolto nelle indagini.
È proprio questa insolita collaborazione a rappresentare uno degli aspetti più interessanti del prodotto.
Rispetto alla prima stagione, il rapporto tra Libera Orlando (Lunetta Savino) e Pietro Zanon (Matteo Martari) appare maggiormente consolidato. Tra i due si percepisce una complicità diversa, costruita attraverso le esperienze precedenti e una conoscenza reciproca che permette loro di confrontarsi con maggiore naturalezza. Le differenze caratteriali rimangono, ma diventano parte integrante di un’intesa che continua a funzionare.

Un altro elemento che ho particolarmente apprezzato riguarda l’evoluzione di Pietro. Il personaggio sembra attraversare una nuova fase della propria vita, caratterizzata soprattutto dal desiderio di ricominciare. Il rapporto con la figlia Clara (Daisy Pieropan) assume un’importanza maggiore e restituisce una dimensione più intima del protagonista. Non si tratta soltanto della volontà di recuperare il tempo perduto, ma anche del tentativo di costruire qualcosa che possa finalmente appartenergli.

In questo percorso si inserisce anche Nina (Neva Leoni), con la quale Pietro sembra intravedere la possibilità di costruire un nuovo legame sentimentale. Un avvicinamento che trovo interessante soprattutto perché accompagna il desiderio del protagonista di ricominciare, lasciandosi alle spalle un passato che ha inevitabilmente condizionato la sua vita. La presenza di Nina sembra rappresentare un’ulteriore occasione per Pietro di ritrovare una propria stabilità, non soltanto dal punto di vista affettivo, ma anche personale.

Dal punto di vista interpretativo, Lunetta Savino e Matteo Martari confermano la loro capacità di sostenere il racconto, soprattutto nelle sequenze condivise. Entrambi riescono a restituire le sfumature dei rispettivi personaggi, mantenendo quell’equilibrio tra ironia, determinazione e fragilità che aveva già caratterizzato la prima stagione.
Interessante anche l’introduzione di Gaetano Bruno, nei panni di Cesare Scuderi. La presenza di un nuovo magistrato, legato a Libera da questioni ancora irrisolte, contribuisce ad ampliare le possibilità narrative della serie, introducendo una figura destinata, almeno da queste prime due puntate, a movimentare ulteriormente gli equilibri tra i personaggi.

Sul piano tecnico, la regia di Gianluca Mazzella continua a funzionare. La scelta delle inquadrature accompagna efficacemente lo sviluppo delle vicende, mentre la fotografia contribuisce a mantenere una coerenza visiva con l’identità della serie. Anche il ritmo narrativo risulta complessivamente equilibrato, alternando le dinamiche investigative ai momenti dedicati alla dimensione privata dei protagonisti.
Queste prime due puntate rappresentano quindi un buon ritorno. La storia introduce diversi interrogativi e riesce a mantenere vivo l’interesse senza rinunciare a ciò che aveva reso riconoscibile la prima stagione.
Resta naturalmente da capire come si svilupperanno le indagini e soprattutto quanto i nuovi eventi finiranno per incidere sugli equilibri personali dei protagonisti.
Per il momento, Libera conferma di essere un prodotto capace di intrecciare il racconto giudiziario con quello umano, trovando proprio in questa combinazione uno dei suoi principali punti di forza.


