GUARESCHI – I Personaggi alla scoperta dell’Autore

«E le idee non vengono mica così per caso… ci vuole la fantasia di un artista come lui che prende la realtà, la trasforma e la fa diventare una storia.»

Con Giovannino Guareschi – Non muoio neanche se mi ammazzano, Rai 1 apre la nuova stagione delle fiction entrando nel mondo di uno degli autori più riconoscibili del Novecento italiano. E quale miglior modo di raccontare uno scrittore, se non attraverso i suoi personaggi?

È qui che il film tv trova la sua particolarità: Don Camillo e Peppone raccontano il loro creatore. Le creature prendono parola e ci accompagnano alla scoperta del proprio “padre”, in un gioco pirandelliano, quasi un Sei personaggi in cerca d’autore rovesciato: questa volta sono i personaggi a cercare il proprio autore, mentre realtà e finzione continuano a rincorrersi. Dal rientro dal lager al Mondo Piccolo, dal successo al cinema fino al carcere, scopriamo progressivamente Guareschi scrittore e, soprattutto, uomo.

Il film TV, prodotto da Anele in collaborazione con Rai Fiction e liberamente tratto da Chi sogna nuovi gerani? di Alberto e Carlotta Guareschi, è diretto da Andrea Porporati.

Il soggetto è firmato dallo stesso Porporati con Gloria Giorgianni, Simone Ortolani, Emiliano Procucci e Roberto Vecchi; la sceneggiatura è di Porporati, con la collaborazione di Marco Ferrazzoli e la consulenza di Alberto Guareschi, figlio dello scrittore. La macchina da presa accompagna il protagonista senza sovrastarlo e la fotografia di Marcello Montarsi mantiene il tono d’epoca. Giuseppe Zeno tiene insieme le tante anime di Guareschi: padre, marito, scrittore, giornalista e, soprattutto, umorista, con quella leggerezza che ne è il segno. Accanto a lui, Benedetta Cimatti è Ennia, una moglie che non rimane un passo indietro: rivendica il proprio posto accanto al marito, è presente anche quando lui è costretto a essere assente e lo indirizza nei momenti di incertezza. Un personaggio femminile che mostra la propria forza nei silenzi e nella presenza, capace di guidare senza imporsi e di diventare un abbraccio in cui rifugiarsi.

Due passaggi mi hanno particolarmente colpita. Il primo è il momento in cui Guareschi rivendica l’individuo prima di qualsiasi etichetta. Durante il confronto con i comunisti, di fronte al tentativo di ricondurlo a un’appartenenza politica, lui preferisce definirsi, prima di tutto, uomo. Ed è forse qui che emerge uno dei temi più interessanti del film: siamo tante cose insieme e nessuna, da sola, basta a definirci. In un tempo in cui sembra sempre più facile omologarsi e riconoscersi in un’etichetta, Guareschi ci ricorda la bellezza della complessità del singolo.

Il secondo racchiude invece il rapporto tra lo scrittore e le sue creature. Otello Montanari (Andrea Gherpelli), tra le figure che hanno ispirato Peppone, dice a Guareschi: «Allora, se lo incontri, me lo saluti», facendo riferimento al personaggio. Guareschi distoglie per un istante lo sguardo, poi risponde: «Allora, ti saluto». Per un istante, l’uomo reale e il personaggio sembrano sovrapporsi. È la stessa cura con cui Guareschi, osservando da lontano gli attori chiamati a dare corpo e voce ai suoi personaggi, sceglie di non intervenire: «Lasciamoli lavorare».

È proprio questa leggerezza la forza di Giovannino Guareschi – Non muoio neanche se mi ammazzano: non si limita a ricostruire una biografia, ma accompagna lo spettatore in un viaggio dentro il mondo di Guareschi, fino a far nascere il desiderio di raggiungere quella Bassa in cui realtà e immaginazione hanno imparato a convivere. In fondo, è anche questo scrivere: incontrare qualcuno, trasformarlo in una storia e, un giorno, guardare i propri personaggi vivere senza di noi.

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Antonella Bonni

Mi chiamo Antonella Bonni e sono una sceneggiatrice. La mia passione per le storie nasce da bambina, tra le fiction Rai e i libri, che mi hanno accompagnata fino alla laurea in Lettere Moderne, con una tesi dedicata a Eduardo De Filippo e Luigi Pirandello. L'amore per il cinema mi ha poi condotta a Roma, dove ho conseguito una seconda laurea in Cinema & New Media alla DAM Academy, con una tesi in sceneggiatura dedicata al ruolo del beat e al ritmo della storia. Cinema, televisione, teatro, musical e musica continuano oggi ad alimentare il mio modo di scrivere e di guardare i personaggi: mi interessa capire cosa desiderano, cosa li muove e cosa si nasconde dietro le loro parole e i loro silenzi. Da bambina guardavo quelle storie senza sapere dove mi avrebbero portata. Oggi provo a scriverne di nuove, con la speranza che possano accompagnare qualcun altro proprio come quelle hanno accompagnato me.

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