Il momento d’oro di Matteo Martari

Matteo Martari: uno sguardo magnetico, una presenza scenica imponente e quella capacità, tutt’altro che scontata, di riempire lo schermo senza bisogno di strafare. Negli ultimi anni è diventato uno dei volti più riconoscibili e interessanti della televisione italiana e, a questo punto, definirlo semplicemente una promessa sarebbe persino riduttivo: Martari è ormai una certezza.

Di strada ne ha fatta parecchia. Cinema, serie, fiction, piattaforme: lo abbiamo visto passare da un progetto all’altro e, soprattutto, da un personaggio all’altro senza mai dare l’impressione di interpretare sempre se stesso. Da Non uccidere a I Medici, da I bastardi di Pizzofalcone a L’Alligatore, fino ai titoli che negli ultimi anni lo hanno definitivamente consacrato presso il grande pubblico.

La vera esplosione arriva probabilmente con Cuori, la fiction di Rai 1, protagonista insieme alla fenomenale Pilar Fogliati, nella quale veste i panni di Alberto Ferraris. Un personaggio elegante, tormentato, rigoroso, che sembra cucito addosso a lui. Martari riesce a rendere credibili tanto l’autorevolezza del medico quanto le fragilità dell’uomo, lavorando spesso più con uno sguardo che con cento battute. E Cuori diventa uno dei titoli più amati della fiction Rai, trasformandolo definitivamente in uno dei protagonisti della serialità italiana.

Poi arriva Maschi veri e Martari dimostra di non essere prigioniero di un solo registro. Nei panni di Massimo cambia tono, ritmo e linguaggio, mostrando un lato più leggero, ironico e scanzonato. E anche qui il risultato funziona. La serie Netflix conquista il pubblico e lui conferma quella versatilità che distingue un bel volto televisivo da un attore capace di costruirsi una carriera lunga.

E adesso tocca a Libera 2, al via proprio oggi. Al fianco della magnifica Lunetta Savino, Martari torna nei panni di Pietro Zanon e si prende uno spazio da autentico coprotagonista. Anche qui cambia ancora pelle: mistero, ironia, tensione e leggerezza convivono in un personaggio che gli permette di giocare su più registri. E quando Martari compare in scena è difficile non accorgersene. La fisicità certamente aiuta, ma sarebbe troppo semplice fermarsi a quella: è soprattutto il modo in cui usa gli occhi, le pause e persino i silenzi a renderlo un fuoriclasse.

È forse proprio questa la sua qualità migliore. Matteo Martari è credibile praticamente ovunque lo si metta. Può essere il cardiochirurgo serio e tormentato di Cuori, il Massimo più irriverente di Maschi veri o il Pietro di Libera: cambia il personaggio, ma non cambia la capacità di catturare lo schermo. E il futuro sembra voler confermare la sua ascesa. Tra sequel, nuovi progetti e produzioni già annunciate, siamo curiosissimi di scoprire cosa arriverà nei prossimi mesi nelle produzioni che lo vedranno protagonista.

Intanto l’appuntamento è con Libera 2. A Matteo Martari non possiamo che fare un enorme in bocca al lupo per questa nuova stagione e per tutto quello che verrà dopo.

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Vincenzo Cacciatore

Siciliano, nerd, adesso anche articolista per questo blog in quanto appassionato di televisione da sempre (ma dai?).
Cosa vuoi sapere di me? Dal Sud mi sono trapiantato al Nord per studiare: prima Padova, poi Bologna. Adesso vivo e lavoro a Roma. Un percorso assolutamente originale che non aveva mai fatto nessuno prima.
Passo le giornate in una Big Pharma facendo il Sales Analyst, quindi principalmente Excel, numeri e grafici.
Faccio CrossFit, nuoto e pallavolo, ma faccio schifo in tutti e tre. Amo il vino, il mare, viaggiare e tutte quelle altre cose che piacciono a chiunque. Vorrei anche la pace nel mondo.
Ma ho anche dei difetti.

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