Ogni anno la stessa scena: parte il GFVIP, arrivano le prime puntate e, puntuale come il televoto, qualcuno sentenzia: «È un flop!». Un verdetto pronunciato con la stessa sicurezza di chi, dopo dieci minuti di una partita, assegna già lo scudetto.
Il problema è che il Grande Fratello non funziona esattamente così. Le prime puntate servono soprattutto a presentare il cast, far entrare i concorrenti nelle dinamiche della Casa e permettere al pubblico di iniziare a riconoscere personalità, simpatie, antipatie e possibili alleanze. Le vere storie, quelle che poi alimentano discussioni, clip, social e puntate, hanno bisogno di tempo per nascere.
Non è un caso, quindi, che Pier Silvio Berlusconi abbia collocato gli appuntamenti iniziali in giornate meno “calde” della settimana, evitando di trasformarli immediatamente in scontri diretti con i grandi appuntamenti della televisione generalista. Prima si costruisce il racconto, poi si raccolgono i frutti.
Insomma, dichiarare il flop dopo le prime puntate è un po’ come giudicare un film dopo i titoli di testa. Il GFVIP deve ancora entrare nel vivo e, con un cast che offre parecchi personaggi e potenziali dinamiche ( su tutti un’ipnotica Marina La Rosa, un’esplosiva Guendalina Tavassi e un irresistibile Simone Annichiarico) , è ragionevole aspettarsi che il racconto possa crescere nelle prossime settimane.
Prima di celebrare il funerale, forse, sarebbe il caso di aspettare almeno che inizi la festa.

