Ascolti Tv: La domenica della beffa: La ruota Gira e Benigni non sfonda

TOP — Gerry Scotti, la Ruota e la lezione più semplice della serata

C’è un’immagine che vale più di mille comunicati stampa: mentre Raiuno costruiva una serata-evento attorno a San Francesco, La Ruota della Fortuna continuava a fare il suo mestiere: intrattenere.

E il punto è proprio questo.

La domenica sera Raiuno aveva apparecchiato una programmazione dal peso istituzionale enorme: alle 20.35 Roberto Benigni con Francesco – Il Cantico, quindi dalle 21.55 Francesco, il Santo di tutti, una diretta-evento da Perugia con ospiti, testimonianze, musica, cultura e spiritualità. Una serata costruita esplicitamente per celebrare l’ottavo centenario della morte del Patrono d’Italia.

Canale 5, dall’altra parte, aveva Gerry Scotti e un gioco.

Fine.

E proprio qui sta la notizia televisiva più interessante: il pubblico non sembra avere alcun obbligo di considerare “evento” ciò che la televisione definisce evento.

La Ruota della Fortuna non ha bisogno di spiegare all’Italia chi deve essere venerato, ricordato o celebrato. Fa girare una ruota, propone un gioco, mette davanti allo schermo concorrenti e conduttore. E funziona.

Non è una gara tra sacro e profano. È una gara tra due idee di televisione: da una parte la grande liturgia televisiva, dall’altra il vecchio, semplice, quasi disarmante intrattenimento popolare.

E la ruota, ancora una volta, gira.

FLOP — La Rai investe sul “grande evento”, il pubblico non firma l’assegno

Il problema per Raiuno non è Roberto Benigni.

Il problema è molto più interessante: quanto può ancora funzionare in televisione la formula del comico chiamato a spiegare il sacro?

La Rai ha scelto un nome gigantesco per raccontare San Francesco, in una serata che ha avuto anche un evidente carattere istituzionale e celebrativo. Benigni, del resto, era il protagonista annunciato di Francesco – Il Cantico, mentre subito dopo arrivava un’intera seconda parte dedicata al Santo.

Ma il pubblico televisivo non ragiona necessariamente secondo la logica del prestigio.

Un premio Oscar non è automaticamente un telecomando in più.

E soprattutto un volto amatissimo non trasforma automaticamente un contenuto religioso in un appuntamento imperdibile.

Qui sta la vera sconfitta editoriale della serata: non necessariamente di Benigni come artista, ma dell’idea che basti mettere un grande comico davanti a una figura sacra per ottenere una grande serata televisiva.

LA STANGATA — La Rai ha rinunciato perfino ad Affari Tuoi

La scelta diventa ancora più significativa perché Raiuno ha sacrificato Affari Tuoi per fare spazio alla serata francescana.

Il 4 ottobre il programma di Stefano De Martino non è andato in onda proprio per lasciare spazio a Benigni e all’evento dedicato a San Francesco.

E la beffa è che appena il giorno prima Affari Tuoi aveva addirittura superato, seppur di pochissimo, La Ruota della Fortuna: 3.883.000 spettatori e 24% contro 3.854.000 e 23,7%.

Dunque la Rai aveva già davanti agli occhi una sfida accesissima nell’access prime time.

Ha deciso di interromperla.

Ha tolto dal campo De Martino.

Ha messo in campo Benigni.

Ha costruito una serata-evento su San Francesco.

E il risultato, almeno sul piano editoriale, apre una domanda gigantesca: era davvero necessario?

LA LEZIONE DEL TELECOMANDO

Attenzione: sarebbe scorretto trasformare un singolo dato Auditel in una sentenza sociologica sull’Italia.

Ma una tendenza televisiva si può osservare.

Il pubblico sembra sempre più disposto a scegliere ciò che vuole, senza lasciarsi impressionare dal timbro “evento”, dal prestigio culturale o dall’impegno produttivo.

E allora la provocazione è inevitabile:

forse gli italiani non sono stanchi di San Francesco. Sono stanchi della televisione che presume di dover spiegare loro il sacro attraverso il linguaggio dello spettacolo.

Perché quando il religioso viene trasformato in prima serata, con il comico, l’orchestra, gli ospiti, la diretta, le testimonianze e la confezione monumentale, il rischio è che il contenuto perda proprio quella forza che si voleva celebrare.

Nel frattempo Gerry Scotti continua a fare una cosa molto meno ambiziosa.

Gira una ruota.

E il pubblico gira il telecomando dalla parte opposta.

VERDETTO

TOP: La Ruota della Fortuna, simbolo di una televisione semplice che non ha bisogno di essere proclamata “evento” per diventarlo.

FLOP: la strategia Rai della serata-monumento, che ha messo in campo Benigni e un’intera produzione dedicata a San Francesco rinunciando persino alla normale programmazione di Affari Tuoi.

LA DOMANDA: quanto costa alla Rai costruire una serata così e, soprattutto, quanto deve ancora investire prima di capire che il pubblico non premia necessariamente ciò che la televisione considera culturalmente importante?

Perché alla fine c’è sempre il telecomando.

E domenica sera, almeno nella sfida tra il grande racconto e il semplice gioco, la ruota ha continuato a girare.

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Pierluigi Iorio

Mi chiamo Pierluigi Iorio e sono un sognatore.
Ho inizato un pò tardi a credere in me stesso. Ho avuto un percorso accademico di tutto rispetto, diplomato con massimo dei voti al Liceo Classico e Laureato con Lode all’Università degli studi di Foggia in Giurisprudenza indirizzo Magistrale. Ho conseguito poi due Master, uno in Luiss sul Diritto d’autore e la Tutela della proprietà Intelletuale e un secondo a Madrid sull’Ejercicio de la Abogacia alla Universidad Rey Juan Carlos. Ho fatto un anno di recitazione in “Accademia degli Artisti” in Roma e dal 2015 lavoro in Sogin S.p.A, una società che ha come mission quella della sicurezza nucleare. Ho iniziato la carriera in Società nell’Ufficio Relazioni Internazionali, poi sono passato alla Direzione Internal Audit e attualemente sono il Responsabile dell’Ufficio Privacy della Società.

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