Ascolti Tv: crolla Zelig Raiuno vince con il 16% e l’access prime time ha bisogno di una dieta

Il martedì televisivo consegna una fotografia piuttosto impietosa: Zelig perde spettatori e share in una sola settimana, Tutto l’amore che resta conquista la serata senza sfondare e La Ruota della Fortuna supera Affari Tuoi per un soffio. Ma la vera domanda è una: non sarà il caso di accorciare un po’ questi programmi?

TOP – Rai 1 vince con 2,59 milioni: quando basta il 16% per portarsi a casa la serata

La medaglia d’oro del martedì sera va a Tutto l’amore che resta, la fiction di Rai 1 con Raoul Bova, che conquista 2.590.000 spettatori e il 16% di share.

Un risultato sufficiente per battere nettamente la concorrenza, ma non esattamente da far tremare i polsi. In una serata autunnale, con il palinsesto ormai a pieno regime, la rete ammiraglia Rai si prende la vittoria con una percentuale che, fino a qualche anno fa, difficilmente sarebbe stata celebrata come un trionfo.

Eppure il dato è questo: Rai 1 vince, Canale 5 insegue e la fiction porta a casa il risultato. Il pubblico, evidentemente, ha scelto Raoul Bova, ma senza trasformare la serata in un evento televisivo.

Il vero dato interessante è proprio quel 16%: oggi può bastare per vincere una prima serata autunnale. Non è necessariamente un successo travolgente della proposta vincitrice, quanto il segnale di una televisione generalista in cui anche risultati tutt’altro che eccezionali possono valere il primato.

FLOP – Zelig 30, dalla festa al malumore: persi quasi 600mila spettatori

Qui la musica cambia. E parecchio.

La seconda puntata di Zelig 30, in onda su Canale 5, si ferma a 1.711.000 spettatori con il 14,4% di share. Per il programma comico di Michelle Hunziker e Ale & Franz è una battuta d’arresto pesante, soprattutto se confrontata con il debutto del 6 ottobre.

Una settimana fa, infatti, Zelig aveva raccolto 2.310.000 spettatori e il 17,9% di share. Il bilancio è impietoso:

599.000 spettatori in meno, pari a circa il 25,9% del pubblico della prima puntata.
3,5 punti percentuali di share persi.
Un calo netto in appena sette giorni.

Numeri che fanno decisamente meno ridere delle battute in scaletta. La celebrazione dei trent’anni di un marchio storico non è bastata a trattenere il pubblico, che sembra aver già esaurito parte dell’entusiasmo iniziale.

Il problema non è soltanto la flessione: è la velocità con cui è arrivata. Un programma che perde quasi un quarto degli spettatori in una settimana deve interrogarsi sulla tenuta del format, sulla durata e sulla capacità di mantenere vivo l’interesse.

E qui arriva la provocazione: tre ore di comicità sono davvero necessarie? Zelig 30 è andato in onda dalle 21:59 fino all’una circa. Forse, anziché spremere fino all’ultima goccia un marchio storico, sarebbe il caso di puntare su una durata più contenuta e su un ritmo più serrato.

Perché la nostalgia funziona, ma non è un contratto che obbliga il telespettatore a restare sveglio fino a notte fonda.

TOP – La Ruota della Fortuna batte Affari Tuoi, ma la vittoria è di misura

Nell’access prime time il duello tra Gerry Scotti e Stefano De Martino continua a regalare una sfida sul filo di lana.

La Ruota della Fortuna conquista 4.409.000 spettatori e il 21,7% di share, mentre Affari Tuoi si ferma a 4.365.000 spettatori e il 21,4%.

La differenza è minima: appena 44.000 spettatori e 0,3 punti di share a favore di Canale 5.

Scotti può festeggiare il primato della serata, ma senza stappare bottiglie troppo costose. De Martino resta incollato al rivale e la sfida continua a essere apertissima.

Il dato più interessante, però, è un altro: questi numeri vanno letti anche alla luce della stagione televisiva precedente. Per stabilire se entrambi i programmi stiano davvero perdendo pubblico rispetto allo scorso anno servono confronti omogenei, considerando periodo, durata e modalità di rilevazione. Il confronto con una singola serata non basta, da solo, a dimostrare un crollo annuale.

Resta comunque una domanda legittima: non è arrivato il momento di accorciare l’access prime time? Tra giochi, segmenti introduttivi e finali dilatati, la fascia che precede la prima serata rischia di diventare una maratona quotidiana. Meno minuti e più ritmo potrebbero aiutare a preservare l’attenzione del pubblico, invece di chiedergli una resistenza da fondista.

GLI ALTRI RISULTATI – Floris e Infante tengono, Monteleone fatica

Dietro i due programmi di punta, la serata offre altri risultati da segnalare.

DiMartedì (La7): 1.498.000 spettatori, pari al 9,7% di share. Un risultato solido per Giovanni Floris, che si conferma competitivo.
Verità Nascoste (Rete 4): 1.019.000 spettatori e l’8,4%. Milo Infante porta a casa un risultato significativo per la rete.
Vendetta (Italia 1): 862.000 spettatori e il 5%.
Boss in Incognito (Rai 2): 728.000 spettatori e il 5,2%.
X Factor (TV8): 691.000 spettatori e il 4,9%.
Filorosso (Rai 3): 316.000 spettatori e il 2,2%, dopo una presentazione da 342.000 spettatori e l’1,7%.
Costa Concordia – Trappola in Mare (Nove): 268.000 spettatori e l’1,6%.
IL VERDETTO – La televisione deve imparare a fermarsi prima

Il martedì 13 ottobre lascia in eredità tre indicazioni.

La prima è che Zelig 30 deve fare i conti con un calo importante: da 2,31 milioni di spettatori al debutto a 1,71 milioni nella seconda puntata. La seconda è che Rai 1 può vincere la serata con il 16% di share, un dato che racconta bene quanto sia cambiato il panorama della televisione generalista. La terza è che la sfida tra Affari Tuoi e La Ruota della Fortuna resta apertissima, ma il tema della durata dei programmi merita una riflessione seria.

Forse la soluzione non è aggiungere minuti, allungare segmenti o spremere format di successo fino all’ultima goccia. Forse è fare esattamente il contrario: meno durata, più ritmo e contenuti capaci di lasciare il pubblico con la voglia di tornare, non con quella di andare a dormire.

Perché in televisione, come nella comicità, non conta soltanto quanto si va avanti. Conta soprattutto sapere quando è il momento di chiudere.

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Pierluigi Iorio

Mi chiamo Pierluigi Iorio e sono un sognatore.
Ho inizato un pò tardi a credere in me stesso. Ho avuto un percorso accademico di tutto rispetto, diplomato con massimo dei voti al Liceo Classico e Laureato con Lode all’Università degli studi di Foggia in Giurisprudenza indirizzo Magistrale. Ho conseguito poi due Master, uno in Luiss sul Diritto d’autore e la Tutela della proprietà Intelletuale e un secondo a Madrid sull’Ejercicio de la Abogacia alla Universidad Rey Juan Carlos. Ho fatto un anno di recitazione in “Accademia degli Artisti” in Roma e dal 2015 lavoro in Sogin S.p.A, una società che ha come mission quella della sicurezza nucleare. Ho iniziato la carriera in Società nell’Ufficio Relazioni Internazionali, poi sono passato alla Direzione Internal Audit e attualemente sono il Responsabile dell’Ufficio Privacy della Società.

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