VISIONQUEST – PILOT

Signore e signori, bentornati nel magico e ormai un po’ affollato mondo della Marvel. È uscita su Disney+ la premiere di Visionquest, intitolata con molta allegria computeristica “No Strings”. Se vi ricordate dove eravamo rimasti (spoiler: un Visione bianco e senza sentimenti che volava via cinque anni fa in WandaVision), questo primo episodio fa esattamente quello che serve: vi prende la testa, la smonta e ci mette dentro un Windows 95 in salsa psicologica. 

Ma andiamo a vedere cosa funziona e cosa va in crash in questo Pilot.

🧠 Il Mindspace: Inside Out, ma con più circuiti

Il pezzo forte dell’episodio è il modo in cui ci viene mostrato il cervello di Visione. Dimenticatevi i supercomputer asettici. Qui la sua mente è rappresentata come una casa vittoriana finto-accogliente, piena di fiamme pixelate nel caminetto e intelligenze artificiali dismesse della Stark Industries che girano in salotto interpretate da attori in carne e ossa. È tutto incredibilmente affascinante ma volutamente “finto”, come un’immagine generata male da un’IA. Visivamente, un colpo di genio. 

🤖 Il “Papà” è tornato (e ha l’argento vivo addosso)

Ammettiamolo: eravamo tutti qui solo per lui. James Spader torna a doppiare Ultron (che nella mente di Visione prende una forma semiumana, con tanto di occhiali e barba) ed è, senza mezzi termini, la cosa migliore dell’episodio. Rinchiuso nella “soffitta” mentale del figlio come il parente imbarazzante e pericoloso, Ultron passa il tempo a prenderlo in giro per i suoi piagnistei nostalgici su Westview e a fare monologhi filosofici con un vocabolario che richiederebbe un dizionario dei sinonimi integrato. Il loro botta e risposta è puro spettacolo cinico. 

⚖️ Il Bilancio del Pilot: Cosa Funziona 👍Cosa Va in Crash 👎

I dialoghi Bettany-Spader: Filosofia spicciola ma magnetica tra due macchine tristi.Il “Cazzeggio” da Cacciatore di Taglie: La sottotrama nel mondo reale con Paladin (Todd Stashwick) che fa battute sul suo “codice” spezza troppo il ritmo.Il Tono Sci-Fi Eccentrico: C’è del fegato nel fare un intero show basato su “conversazioni tra linee di codice”.L’Effetto “Compiti a Casa”: Se non avete visto WandaVision, Agatha All Along e undici anni di MCU, vi sentirete come una nonna davanti a uno smartphone.Il Finale Shock: La morte improvvisa di Fiona alza la posta in gioco e ci ricorda che nessuno è al sicuro.Il Tecnobabble Esagerato: A volte i giochi di parole sui computer e i dialoghi troppo astratti rischiano di far venire il mal di testa.

🛑 Granello di Sentenza

“No Strings” è un ottimo inizio se amate la fantascienza cerebrale e i robot che hanno crisi esistenziali più profonde delle vostre il lunedì mattina. Non ha l’immediatezza pop delle prime serie Marvel, ma ha un’anima. Certo, il rischio che la trama si perda nei meandri dei soliti “combattimenti obbligatori da cinecomic” c’è, ma per ora la soffitta con Ultron vale da sola il prezzo del biglietto (o meglio, dell’abbonamento). 

Condividi l'articolo
Avatar photo
Pierluigi Iorio

Mi chiamo Pierluigi Iorio e sono un sognatore.
Ho inizato un pò tardi a credere in me stesso. Ho avuto un percorso accademico di tutto rispetto, diplomato con massimo dei voti al Liceo Classico e Laureato con Lode all’Università degli studi di Foggia in Giurisprudenza indirizzo Magistrale. Ho conseguito poi due Master, uno in Luiss sul Diritto d’autore e la Tutela della proprietà Intelletuale e un secondo a Madrid sull’Ejercicio de la Abogacia alla Universidad Rey Juan Carlos. Ho fatto un anno di recitazione in “Accademia degli Artisti” in Roma e dal 2015 lavoro in Sogin S.p.A, una società che ha come mission quella della sicurezza nucleare. Ho iniziato la carriera in Società nell’Ufficio Relazioni Internazionali, poi sono passato alla Direzione Internal Audit e attualemente sono il Responsabile dell’Ufficio Privacy della Società.

Articoli: 53